Il desiderio di scappare via andando alla ricerca di sé stessi, delle proprie origini primordiali, della semplicità e della felicità. Questo è into the wild – nelle terre selvagge ( Auditorium P. Cossa 16 Novembre ore 17.30 Arpino – ingresso gratuito). Un film che fa parte ormai dei cult del cinema e che ci presenta una visione differente della vita, più naturale, più avventurosa. Il messaggio che il protagonista vuole comunicarci è questa instancabile ricerca della novità, dell’emozione che si contrappone alle enormi contraddizioni nella vita attuale.

 

Alexander Supertramp è di famiglia ricca e con un gran futuro davanti dopo essersi laureato in una delle migliori Università del mondo, eppure tutto questo non basta. Tutto sembra essere superfluo e facente parte di un meccanismo societario che lui non concepisce. La società del consumismo e il capitalismo sembrano disgustarlo al punto tale da rinunciare al suo futuro radioso per vivere il presente e le gioie che una società piena di valori (per lui) vuoti e fini a sé stessi non riusciranno mai a dare.

La ricerca di questo benessere interiore viene affrontata attraverso un viaggio. Viaggio che simboleggia a sua volta il percorso di purificazione da una vita “corrotta”. Purificazione che arriva al culmine con l’approdo alla meta finale: Fairbanks, Alaska. Posto, questo, incontaminato dall’uomo in cui è la natura a prendere il sopravvento. La solitudine, la ricerca della calma interiore, l’allontanamento dallo stress della vita quotidiana, la fine dei rapporti convenevoli (Rappresentati anche dal matrimonio disastroso dei suoi genitori) sono gli elementi chiave da analizzare e su cui riflettere.

 

Recensione a cura di Gianluca Pallisco

Il cineforum di ProssimaMente, Into the wild
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