Ormai è cosa certa: chi accosta il nome di Arpino esclusivamente a Cicerone o al palio folkloristico del Gonfalone si sbaglia. Giunto ormai alla sua dodicesima edizione, il Ponte Rock vanta ormai una certa fama, conferitagli principalmente (inutile negarlo) dal lavoro e la dedizione del gruppo di organizzatori, coadiuvati ormai da anni dall’Associazione Culturale ProssimaMente. Nel corso delle sue edizioni, il festival ha visto succedersi sul palco artisti del calibro di Fast Animals and Slow Kids, Bud Spencer Blues Exlosion, Gazebo Penguins, Management del Dolore Post Operatorio e Giorgio Poi; tanto per citare dei nomi. Quest’anno la line up era formata da proposte insolite e variegate per lo standard del festival: il folk rock di Giancane, lo ska reggae dei Maleducazione Alcolica e il funk rap dei Frankie James. Un viaggio musicale itinerante tutto made in Lazio (da Roma per Giancane, passando per la Tuscia dei Maleducazione Alcolica e la Ciociaria dei Frankie James, n.d.r.).

Il live è iniziato poco più tardi del previsto, sfidando previsioni metereologiche avverse. A causa dei forti temporali che dal tardo pomeriggio sembravano non voler diminuire in procinto dell’orario di inizio. Nonostante tali problematiche avessero lasciato presagire la dubbia realizzazione della serata, alle 21 compare sulla pagina Facebook dell’evento un comunicato in cui si avvisa che la serata è confermata. La pioggia aveva smesso di scendere, ma la tensione per gli organizzatori credo non fosse molto smessa con essa. Con le dita incrociate, sperando che non riprendesse a piovere, ci invitavano tutti al Parco Sangermano per il Ponte Rock. Così siamo andati!

Apertura calda con il funk rappeggiante (con qualche venatura rock) dei Frankie James, band di giovani musicisti del Cassinate, che ha saputo gestire bene il palco e ha fatto muovere il pubblico verso il parterre. Tra i brani inediti, anche l’omaggio del jazzista James Senese.

Dopo quasi un’ora sul palco, i ragazzi si congedano per dare la possibilità al gruppo di Giancane di fare un rapido sound-check, un vero e proprio spettacolo di per sé, senza quell’imbarazzo che magari si avverte in questi casi ma anzi con la disinvoltura e il savoir-faire (macché, chiamiamola faccia tosta alla romana) di Giancarlo. Il suo live inizia ufficialmente alle 23,30 ed è una continua sequela di pezzi carichi, irriverenza e piglio artistico che intrattiene anche chi non conosce neanche un pezzo del sottoscritto. Quasi impossibile, visto che alcuni dei suoi pezzi sono diventati ormai dei veri e propri cavalli di battaglia del disagio generale che affligge la nostra generazione. Da “Hogan blu” a “Disagio”, “2 volte 6”, passando per “Una vita al top”, “Buon compleanno Gesù” fino a “Limone” e all’ultimo singolo estratto, “Ipocondria”, realizzato in collaborazione con il rapper Rancore. Danzereccio e scanzonato il rifacimento di “L’Amour Toujours” di D’Agostino fa ballare più dell’originale, ma il vero tripudio arriva con “Vecchi di merda”, inno cantato a squarciagola da tutti i partecipanti. Di tanto in tanto fa irruzione la voce fuoricampo di Ok Google (dietro cui si è celato lo zampino, evidente, del batterista Claudio Gatta) e che diventa quasi componente aggiunta della band, lanciando frecciatine provocatorie che spiazzano tutti compreso Giancane. Chiusura affidata a “La stessa estate”, appropriata mai come questa sera a causa del tempo sfavorevole con il suo ritornello che intona “la stessa estate di merda, di merda, di merda” (sì, beh, ecco, diciamo, se ancora non fosse stato chiaro, che la merda e il disagio sono il fil rouge che percorre gran parte della discografia di Giancane).

Un’ora e un quarto di spettacolo simpatico e piacevole da assistere per poi lasciare il palco allo ska s(k)atenato dei Maleducazione Alcolica. La band viterbese ha fatto ballare sottopalco molti dei presenti fino a tarda notte dando davvero un bel congedo alla serata con il giusto spirito festaiolo. Perché, in fondo, questo è il Ponte Rock: una grande festa realizzata da amici per amici, per celebrare la fine dell’estate. Bella, schietta e sincera. E non stupisce quindi se, ad oggi, la manifestazione sia la più longeva in Ciociaria.

Vita lunga e cose belle, ragazzi!

Francesca Mastracci

Ponte Rock 2018: Un’estate di pioggia con lampi di bella musica
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